Car* partecipanti di SNOQ VERONA
giovedì 8 settembre abbiamo ripreso i nostri discorsi dallo schema di Tania.
Intanto ribadiamo il concetto che siamo RETE e MOVIMENTO politico NON partitico.
Come Movimento puntiamo ad elaborare 2 filoni
a medio raggio (le amministrative) e a lungo raggio (fare cultura, formazione ed educazione sugli stereotipi di genere, tutto quello che passa nel nostro linguaggio e nei media di offensivo e lesivo che però non ci indigna più perchè entrato in noi)
Questi 2 filoni devono lavorare alla pari, insieme, andando a trovare quelle donne che ci chiedono
cosa siamo e cosa vogliamo fare,
Laura S. seguirà "La gente ed il territorio" nel filone a "lungo raggio"
e promuoverà incontri con le donne interessate a questo filone partendo dai contatti di Alessandra B. a Montorio
Silvia F. ha scelto di seguire il filone " breve raggio"
e coordinerà il gruppo per le elezioni amministrative assieme a Sara B. (per utilizzare le parole giuste in questo percorso), per una campagna affinchè più donne veronesi entrino nelle stanze dei bottoni nei comuni al voto e nelle circoscrizioni.
Inoltre insieme punteremo ad avere il maggior numero di donne di qualità da promuovere nelle liste proprio perchè entrino nelle stanze del potere e per dare quella "visione della città al femminile" che tanto manca.
Saranno entrambi gruppi aperti, chi vuole partecipare entra.
Nei confronti delle realtà femminili esistenti ci impegneremo a contattarle (Elisa LP, Rosa Rizzi, Daniela Zampieri) per promuoverle, farle conoscere e vedere se è possibile aiutare per ottenere dei finanziamenti)
Per quanto riguarda il "breve raggio - stare sul pezzo", è importante che ognuna di noi si responsabilizzi e chi dice che ci vorrebbe una pronta risposta
a questa o quella provocazione (come il nazionale ha fatto per l'ultima barzelletta di Sacconi)
inizi a scrivere, a buttare giù qualcosa in risposta.
E' vero che non siamo nate scrittrici ma inviandolo a questa mail ce la giriamo per verificarne la bontà, la forma corretta chiedendolo alle nostre esperte di comunicati stampa e con un giro veloce di mail se siamo tutte d'accordo ed in un battibaleno la inviamo alla stampa.
Dobbiamo ancora fare uno studio sul Bilancio del comune per vedere quanto
ne è stato usato a favore delle donne (Daniela mi sembra si era detta disponibile a farci avere una relazione)
Ivonne chiede che la riunione venga posta martedì della settimana prossima, 20 settembre, Piazza San Nicolò ore 20.45. Vi aspettiamo.
--
LA RETE DELLE DONNE DI SENONORAQUANDO VERONA
sabato 17 settembre 2011
sabato 16 luglio 2011
IL NOSTRO DOCUMENTO PORTATO A SIENA
Vi proponiamo tre messaggi sintetici ma che consideriamo fondamentali.
Il primo: normativa antidiscriminatoria e di tutela della maternità: ne abbiamo. E' da migliorare
sicuramente, ma è ancora più importante la sua effettività.
La realtà ci testimonia che spesso la donna che rientra dalla maternità al lavoro non trova più le
stesse condizioni di prima, spesso si trova “punita” con un demansionamento, oppure, una volta
terminato il periodo di permesso giornaliero, il cd “allattamento” è costretta a lasciare il proprio
posto di lavoro dinanzi al rifiuto di un part time, ad oggi spesso unico modo per conciliare gli
impegni familiari con la possibilità di avere un impiego retribuito.
Il problema è per larga parte di tipo culturale.
Che sia sempre la donna ad occuparsi del lavoro di cura, di figli ed anziani,
che sia sempre la donna a guadagnare di meno, perché sottoinquadrata o perché destinata a lavori di
bassa professionalità e pertanto pagati meno,
che sia sempre la donna ad essere “punita” nel lavoro perchè fa i figli..
Che se un congedo venga chiesto da un padre, sia trattato anche peggio e considerato un traditore!
Che sia sempre la donna a non aver voce in capitolo nelle decisioni politiche perché... perché è
donna!
Il secondo messaggio: se è questione di cultura e di politiche, occorrono donne nei luoghi in cui si
decide.
Donne che si occupano dei temi cari alle donne, ma che sono di tutta la società.
Il terzo: i luoghi della decisione sono accessibili alle donne solo se i meccanismi elettorali lo
consentono.
Quando si parla di riforme elettorali (e non solo per Camera e Senato) la scelta dovrebbe avere
come uno dei cardini fondamentali la ricaduta sulla democrazia paritaria.
Non parlarne dopo. Non verificare se è possibile correggere con quote rosa, ma mettere al centro la
questione della democrazia paritaria.
Perché da lì discendono le scelte, le politiche, il cambiamento che vogliamo.
E' per questo che siamo qui, in rete tra di noi.
L'obiettivo è arrivare a decidere.
Occorre inoltre un passaggio generazionale.
Le più esperte aiutino le giovani a crescere, e le ascoltino: molti problemi sono gli stessi, altri no.
E le più giovani diventino protagoniste, si prendano gli spazi per parlare.
Quanto all'impatto mediatico di cui abbiamo bisogno, vi riportiamo questa esperienza. A Verona il
nostro gruppo è riuscito a guadagnarsi una visibilità attraverso la consegna simbolica a Napolitano,
in visita nella nostra città, delle firme raccolte sulla petizione contro le dimissioni in bianco.
Un'azione che vi invitiamo a replicare in tutti i territori, se la condividerete.
Chiudo con questo:
Prendiamo consapevolezza che il nostro movimento nasce ed inizia a crescere in un momento
storico particolare, in cui le sfide della globalizzazione stanno scuotendo il mondo.
Apriamo quindi dei tavoli di discussione vicino alla gente, in maniera più capillare possibile,
arriviamo a far parlare, a porre dei confronti, perché solo nella relazione nasce il cambiamento.
Avanziamo condizionando il nostro ambiente di lavoro, familiare e sociale,
avanziamo facendo rete tra di noi, sostenendoci a vicenda,
avanziamo nella convinzione che questa volta i risultati dovranno arrivare!!
Il primo: normativa antidiscriminatoria e di tutela della maternità: ne abbiamo. E' da migliorare
sicuramente, ma è ancora più importante la sua effettività.
La realtà ci testimonia che spesso la donna che rientra dalla maternità al lavoro non trova più le
stesse condizioni di prima, spesso si trova “punita” con un demansionamento, oppure, una volta
terminato il periodo di permesso giornaliero, il cd “allattamento” è costretta a lasciare il proprio
posto di lavoro dinanzi al rifiuto di un part time, ad oggi spesso unico modo per conciliare gli
impegni familiari con la possibilità di avere un impiego retribuito.
Il problema è per larga parte di tipo culturale.
Che sia sempre la donna ad occuparsi del lavoro di cura, di figli ed anziani,
che sia sempre la donna a guadagnare di meno, perché sottoinquadrata o perché destinata a lavori di
bassa professionalità e pertanto pagati meno,
che sia sempre la donna ad essere “punita” nel lavoro perchè fa i figli..
Che se un congedo venga chiesto da un padre, sia trattato anche peggio e considerato un traditore!
Che sia sempre la donna a non aver voce in capitolo nelle decisioni politiche perché... perché è
donna!
Il secondo messaggio: se è questione di cultura e di politiche, occorrono donne nei luoghi in cui si
decide.
Donne che si occupano dei temi cari alle donne, ma che sono di tutta la società.
Il terzo: i luoghi della decisione sono accessibili alle donne solo se i meccanismi elettorali lo
consentono.
Quando si parla di riforme elettorali (e non solo per Camera e Senato) la scelta dovrebbe avere
come uno dei cardini fondamentali la ricaduta sulla democrazia paritaria.
Non parlarne dopo. Non verificare se è possibile correggere con quote rosa, ma mettere al centro la
questione della democrazia paritaria.
Perché da lì discendono le scelte, le politiche, il cambiamento che vogliamo.
E' per questo che siamo qui, in rete tra di noi.
L'obiettivo è arrivare a decidere.
Occorre inoltre un passaggio generazionale.
Le più esperte aiutino le giovani a crescere, e le ascoltino: molti problemi sono gli stessi, altri no.
E le più giovani diventino protagoniste, si prendano gli spazi per parlare.
Quanto all'impatto mediatico di cui abbiamo bisogno, vi riportiamo questa esperienza. A Verona il
nostro gruppo è riuscito a guadagnarsi una visibilità attraverso la consegna simbolica a Napolitano,
in visita nella nostra città, delle firme raccolte sulla petizione contro le dimissioni in bianco.
Un'azione che vi invitiamo a replicare in tutti i territori, se la condividerete.
Chiudo con questo:
Prendiamo consapevolezza che il nostro movimento nasce ed inizia a crescere in un momento
storico particolare, in cui le sfide della globalizzazione stanno scuotendo il mondo.
Apriamo quindi dei tavoli di discussione vicino alla gente, in maniera più capillare possibile,
arriviamo a far parlare, a porre dei confronti, perché solo nella relazione nasce il cambiamento.
Avanziamo condizionando il nostro ambiente di lavoro, familiare e sociale,
avanziamo facendo rete tra di noi, sostenendoci a vicenda,
avanziamo nella convinzione che questa volta i risultati dovranno arrivare!!
lunedì 11 luglio 2011
SIENA 9-10 LUGLIO: Noi c'eravamo
Vi mettiamo le foto piu' significative
Prato Sant'Agostino
Verona è stata rappresentata! C'eravamo anche noi
Anna, una delle donne che ha partecipato
alla manifestazione, chissà da quale città,
ha scritto un suo pensiero
ha scritto un suo pensiero
che vogliamo condividere
con tutte voi
Presto vi manderemo le considerazioni della due giorni
ma ci aspettiamo interventi anche da coloro
Flash mob in Piazza del Campo a Siena con le bolle di sapone.
lunedì 20 giugno 2011
IL BLITZ DELLE DONNE VERONESI davanti al Presidente NAPOLITANO
Ciao a tutte e tutti,
vi alleghiamo alcune foto, le altre le trovate a questo link: album facebook
vi alleghiamo anche la lettera consegnata al Presidente.
vi copiamo qui sotto gli articoli usciti oggi sui giornali locali, non sappiamo se qualche tg abbia parlato di noi.
tutto ciò lo invieremo a breve al comitato nazionale, vorremmo che ogni comitato SeNonQuando faccia propria questa battaglia.
Grazie per la partecipazione!
NB: LA PETIZIONE E' ANCORA ONLINE per chi non l'avesse firmata!
LA NOSTRA PETIZIONE PUBBLICA
Contro le dimissioni in bianco
http://www.petizionepubblica.
- Sabato 18 Giugno, 2011
- CORRIERE DEL VENETO - VERONA
- © RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli indipendentisti e gli anti-Traforo Quelli che volevano parlare a «Giorgio»
VERONA -Dall’indipendenza del Veneto alla questione del ripristino della legge sulle dimissioni in bianco, senza dimenticare il referendum sul Traforo delle Torricelle. Motivazioni differenti, ma un unico obiettivo: farsi notare. E magari anche scambiare qualche parola con il presidente Giorgio Napolitano. Comitati e associazioni, ieri, non hanno voluto perdere l’occasione di esprimere il proprio punto di vista al presidente. Hanno scelto modi, luoghi e tempi differenti, dando vita a una vera e propria «giornata del presidio» . In mattinata il segretario e il portavoce dei comitati antirisorgimentali veronesi Maurizio Ruggiero e Matteo Castagna, hanno consegnato in Comune alla segreteria del sindaco Tosi un tricolore insanguinato da portare a Napolitano. «Non sappiamo se il sindaco glielo abbia dato effettivamente oppure no. Quella bandiera è stata macchiata dal sangue dei martiri che si opposero al Risorgimento -hanno detto -. Vogliamo condannare l’Unità d’Italia. Non c’è nulla da festeggiare» . Principi condivisi anche dalla quarantina di attivisti di Veneto Stato che ha atteso l’arrivo di Napolitano per la prima areniana a lato della Gran Guardia. «Il Veneto non è Italia -ha spiegato la coordinatrice provinciale Patrizia Badii -. Noi chiediamo e otterremo l’indipendenza da uno stato che ha messo in ginocchio il nostro popolo» . All’arrivo dell’auto presidenziale, bordate di fischi. Applaudivano invece e sventolavano il tricolore, gli aderenti al comitato contro il traforo delle Torricelle, posizionati a pochi metri di distanza. «L’anno scorso abbiamo inviato al presidente Napolitano oltre 5mila cartoline pro referendum sul traforo -ha ricordato il portavoce Alberto Sperotto -, ma l’amministrazione Tosi continua a far finta di nulla. È evidente che il Comune teme la sconfitta «. Al loro fianco, davanti alla Gran Guardia, ci sarebbero dovuti essere anche i lavoratori della Over, in cassa integrazione da circa sei mesi. «Ma abbiamo rinunciato perché ci avevano concesso uno spazio troppo isolato e non saremmo stati visti dal presidente» hanno spiegato. Sono invece riuscite persino a stringere la mano a Napolitano le 20 donne del «Comitato 13 febbraio» che lo hanno atteso davanti all’hotel Due Torri per consegnargli personalmente un cofanetto contenente mille firme raccolte per chiedere il ripristino della legge contro la pratica della firma delle dimissioni in bianco. Il presidente le ha salutate e si è fatto consegnare il pacchetto. «Un’emozione indescrivibile -ha commentato la portavoce Elisa La Paglia -. Confidiamo nella mediazione del presidente» . E. P. © RIPRODUZIONE RISERVATA
L'Arena, comitato 13 febbraio
anche on line, con la foto!
Dimissioni in bianco, consegnate mille firme
Sabato 18 Giugno 2011 CRONACA, pagina 13
Ieri pomeriggio, alle 16, davanti all'Hotel Due Torri dove alloggiava il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, una delegazione delle donne del Comitato 13 Febbraio interamente vestite di bianco ha consegnato al Presidente un cofanetto contente mille firme di una petizione che chiede il ripristino della legge a tutela delle donne e contro la censurabile pratica delle firma delle dimissioni in bianco. Sono infatti 800.000 quelle rilevate dall'Istat nel 2009. La legge, già approvata in maniera bipartisan dal Parlamento nel 2007 era stata poi cancellata dal Governo Berlusconi nel 2008. Napolitano si è brevemente intrattenuto con le componenti della delegazione scambiando qualche parola.
Tra le componenti del Comitato che hanno incontrato Napolitano c'erano una trentina di donne, di tutte le età, dalle più diverse occupazioni, consigliere provinciali, sindacaliste, attiviste, semplice sostenitrici di questa battaglia. «Questa è una richiesta di collaborazione che facciamo al Presidente per dare visibilità a una battaglia di giustizia che parte da Verona ma che si sta diffondendo a livello nazionale – ha spiegato Elisa La Paglia che ha consegnato le firme – perché le donne che firmano le dimissioni in bianco non hanno nemmeno la possibilità di richiedere l'indennità di disoccupazione. Contro la legge approvata nel 2007 – conclude La Paglia – si era espresso l'attuale Ministro del Lavoro Sacconi. Forse il provvedimento non era perfetto, ma c'era tempo per migliorarlo». «Dalla reazione del Presidente, che ci è venuto incontro al Comitato per prendere le firme, confidiamo che il sostegno arriverà».
Tra le componenti del Comitato che hanno incontrato Napolitano c'erano una trentina di donne, di tutte le età, dalle più diverse occupazioni, consigliere provinciali, sindacaliste, attiviste, semplice sostenitrici di questa battaglia. «Questa è una richiesta di collaborazione che facciamo al Presidente per dare visibilità a una battaglia di giustizia che parte da Verona ma che si sta diffondendo a livello nazionale – ha spiegato Elisa La Paglia che ha consegnato le firme – perché le donne che firmano le dimissioni in bianco non hanno nemmeno la possibilità di richiedere l'indennità di disoccupazione. Contro la legge approvata nel 2007 – conclude La Paglia – si era espresso l'attuale Ministro del Lavoro Sacconi. Forse il provvedimento non era perfetto, ma c'era tempo per migliorarlo». «Dalla reazione del Presidente, che ci è venuto incontro al Comitato per prendere le firme, confidiamo che il sostegno arriverà».
giovedì 26 maggio 2011
PETIZIONE PUBBLICA: Rimettiamo al mondo l'Italia - Dimissioni in bianco
Dopo la bellissima serata di domenica
con Cristina Comencini e Serena Sapegno
di cui vi pubblichiamo un estratto grazie a VeronaInTV
come promesso, mettiamo on line la petizione pubblica
contro le DIMISSIONI IN BIANCO.
Eccone il testo:
Le donne del comitato SE NON ORA QUANDO DI VERONA propongono quanto segue:
C’era una volta una legge. Ora, naturalmente, non c’è più.
La legge 188 del 17 ottobre 2007 era nata per impedire la pratica delle cosiddette dimissioni in bianco, un vero e proprio abuso di potere compiuto nei confronti di lavoratrici e lavoratori.
Cos’è la dimissione in bianco? È una lettera di dimissioni volontarie, senza data, che il datore di lavoro può far firmare al lavoratore al momento dell’assunzione.
La data è in bianco perché… verrà messa successivamente. Quando quella ragazza sarà incinta, per esempio, o quando quel ragazzo avrà avuto un infortunio o una lunga malattia.
Che questa pratica sia diffusa è confermato dai dati delle Acli, dell’Isfol e dagli uffici vertenze del sindacato. Le giovani donne sono le più colpite.
L’obiettivo dell’abuso è quello di aggirare il divieto di licenziamento che vige nel nostro ordinamento in assenza di giusta causa e giustificato motivo (art.18 dello statuto dei lavoratori).
La legge 188 del 17 ottobre 2007 aveva una funzione preventiva: le dimissioni volontarie, per qualunque tipologia di rapporto di lavoro, dovevano essere date esclusivamente su moduli numerati progressivamente. Avendo una scadenza di quindici giorni, i moduli non potevano essere compilati prima del loro utilizzo.
Era una legge semplice ed efficace, priva di costi. Quando fu presentata si cercò il consenso delle donne di centro sinistra e di centro destra. Venne votata all’unanimità alla Camera e a maggioranza al Senato, dove l’opposizione principale fu condotta dall’allora senatore e oggi Ministro del lavoro Maurizio Sacconi.
Nel giugno 2008 il governo Berlusconi, appena insediato, ha abrogato la legge.
La sua riconquista ha un significato simbolico straordinario, per le donne e per gli uomini: RIMETTIAMO AL MONDO L’ITALIA, RIPRENDIAMOCI LA LEGGE 188.
Il Comitato 13 Febbraio Verona
http://www.petizionepubblica. it/?pi=SNOQ11
A tutte le donne, in particolare alle studentesse che presto cercheranno lavoro,
fate attenzione, leggete e firmate con noi la petizione!
con Cristina Comencini e Serena Sapegno
di cui vi pubblichiamo un estratto grazie a VeronaInTV
come promesso, mettiamo on line la petizione pubblica
contro le DIMISSIONI IN BIANCO.
Eccone il testo:
Le donne del comitato SE NON ORA QUANDO DI VERONA propongono quanto segue:
C’era una volta una legge. Ora, naturalmente, non c’è più.
La legge 188 del 17 ottobre 2007 era nata per impedire la pratica delle cosiddette dimissioni in bianco, un vero e proprio abuso di potere compiuto nei confronti di lavoratrici e lavoratori.
Cos’è la dimissione in bianco? È una lettera di dimissioni volontarie, senza data, che il datore di lavoro può far firmare al lavoratore al momento dell’assunzione.
La data è in bianco perché… verrà messa successivamente. Quando quella ragazza sarà incinta, per esempio, o quando quel ragazzo avrà avuto un infortunio o una lunga malattia.
Che questa pratica sia diffusa è confermato dai dati delle Acli, dell’Isfol e dagli uffici vertenze del sindacato. Le giovani donne sono le più colpite.
L’obiettivo dell’abuso è quello di aggirare il divieto di licenziamento che vige nel nostro ordinamento in assenza di giusta causa e giustificato motivo (art.18 dello statuto dei lavoratori).
La legge 188 del 17 ottobre 2007 aveva una funzione preventiva: le dimissioni volontarie, per qualunque tipologia di rapporto di lavoro, dovevano essere date esclusivamente su moduli numerati progressivamente. Avendo una scadenza di quindici giorni, i moduli non potevano essere compilati prima del loro utilizzo.
Era una legge semplice ed efficace, priva di costi. Quando fu presentata si cercò il consenso delle donne di centro sinistra e di centro destra. Venne votata all’unanimità alla Camera e a maggioranza al Senato, dove l’opposizione principale fu condotta dall’allora senatore e oggi Ministro del lavoro Maurizio Sacconi.
Nel giugno 2008 il governo Berlusconi, appena insediato, ha abrogato la legge.
La sua riconquista ha un significato simbolico straordinario, per le donne e per gli uomini: RIMETTIAMO AL MONDO L’ITALIA, RIPRENDIAMOCI LA LEGGE 188.
Il Comitato 13 Febbraio Verona
http://www.petizionepubblica.
A tutte le donne, in particolare alle studentesse che presto cercheranno lavoro,
fate attenzione, leggete e firmate con noi la petizione!
venerdì 6 maggio 2011
lunedì 2 maggio 2011
Evento organizzativo per maggio
Care donne
del SE NON ORA QUANDO Verona
vi aspettiamo ad un incontro per martedì 3 maggio
alle 20.30 al Cicolo della Rosa in via S.Felicita
(di fronte all'ingresso del liceo Maffei).
Parleremo dell'evento del 22 maggio
un incontro con Cristina Comencini
al teatro Stimate alle 21.00
tutto da organizzare!
Vi aspettiamo!
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22 maggio 2011,
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